16 ottobre 1943, ghetto di Roma

rastrellamenti16 ottobre del 1943, il “sabato nero” del ghetto di Roma. Alle 5.15 del mattino le SS invadono le strade del Portico d’Ottavia e rastrellano 1024 persone, tra cui oltre 200 bambini. Due giorni dopo, alle 14.05 del 18 ottobre, diciotto vagoni piombati partiranno dalla stazione Tiburtina. Dopo sei giorni arriveranno al campo di concentramento di Auschwitz in territorio polacco. Solo quindici uomini e una donna (Settimia Spizzichino) ritorneranno a casa dalla Polonia. Nessuno dei duecento bambini è mai tornato. Il 16 ottobre 1943 nel ghetto di Roma alcuni riuscirono a scappare e evitare così il ratrellamento. Tra loro Ada Di Segni che, in un’intervista di due anni fa, ricorda quel giorno.

Ada lei dov’era il 16 ottobre? A casa con la famiglia

downloadCosa si ricorda di quel giorno? Fu tremendo. Durante la notte si sentivano in continuazione spari, bombe, proiettili. Nel quartiere ebraico non c’erano i tedeschi, dalle finestre potevo vedere tutto il quartiere e non c’era nessuno. La mattina, verso le 2 o le 3, smisero di sparare e non si sentì più niente così andammo a dormire. Verso le 5, quando stavamo dormendo, sentimmo dei colpi fortissimi alla porta. Era una signora che abitava sotto che ci svegliò dicendoci di fuggire. Noi, come tutti, eravamo sicuri che avrebbero preso solo gli uomini. Mai e poi mai avremmo pensato che avrebbero catturato anche donne vecchi e bambini. Mi affacciai sul Portico d’Ottavia e vidi che i tedeschi portavano via una donna con 3 o 4 bambini. Scendemmo giù e da una fessura del portone vedemmo un tedesco che voleva entrare. La portiera del palazzo vicino disse che non c’era più nessuno. Il tedesco se ne andò. Quando i suoi passi furono lontani mio padre aprì il portone e corremmo più veloci che potevamo nella direzione opposta di quella dove era andato il soldato e così ci salvammo. I nazisti ti terrorizzavano, il rumore dei loro scarponi mi è rimasto nella memoria per tantissimo tempo.

One thought on “16 ottobre 1943, ghetto di Roma

  1. Gent. Sig.ri,
    ho letto recentemente un Vs. articolo sulla razzia degli ebrei romani (16 ottobre 1943).
    Credo che le informazioni in allegato possano essere di Vs. interesse.
    Cordiali saluti.
    Silvia Haia Antonucci

    Dati aggiornati sulla razzia del 16 ottobre 1943 a Roma

    Secondo le ultime ricerche (Dopo il 16 ottobre 1943. Gli ebrei a Roma: occupazione, resistenza, accoglienza e delazioni (1943-1944), a cura di Silvia Haia Antonucci e Claudio Procaccia, Roma, Viella, in corso di pubblicazione; 16 ottobre 1943. La deportazione degli ebrei romani tra storia e memoria (Atti del Convegno internazionale “La razzia del 16 ottobre 1943. Dimensioni e problemi della ricerca storica a settant’anni di distanza”, organizzato dalla CER e dall’Istituto Storico Germanico, 17 ottobre 2013), a cura di Martin Baumeister, Amedeo Osti Guerrazzi e Claudio Procaccia, Roma, Viella, Collana Ricerche dell’Istituto Storico Germanico, vol. 10, 201, Roma, 16 ottobre 1943. Anatomia di una deportazione, a cura di S.H. Antonucci, C. Procaccia, G. Rigano, G. Spizzichino, Guerini e Associati, Milano 2006, Da tale volume risulta che gli ebrei che furono coinvolti nella razzia il 16 ottobre 1943 a Roma furono 1016, ma sono stati riscontrati 2 errori – Bellina Calò che invece era morta nel 1933, ed Alberto Moscati che era stato arrestato il 16 aprile 1943 –, 4 casi dubbi che sono stati levati dai certi e 12 nominativi aggiunti provenienti dall’Elenco Deportati conservato presso l’ASCER e confermati anche da altre fonti), gli ebrei che sono stati arrestati durante la razzia del 16 ottobre 1943 a Roma erano 1015.

    A questi vanno aggiunti anche:
    1. Carolina Milani, non ebrea, assistente di Enrichetta De Angeli che era molto malata e che la Milani non volle lasciare;
    2. Samuele Emanuele Ermanno Valabrega, figlio di Emanuele e Cecilia Silvia De Benedetti, che risulta morto durante la razzia;
    3. Sofia Soria, figlia di Raffaele e Chiara Gentilomo che risulta morta durante la razzia (Armando Troisio, Roma sotto il terrore nazista, Roma, Castelvecchi, 2014, p. 238 e Relazione del Presidente della Comunità Israelitica di Roma Ugo Foà circa le misure razziali adottate in Roma dopo l’8 settembre (data dell’armistizio Badoglio) a diretta opera delle Autorità Tedesche di occupazione, 15 novembre 1943, pubblicata in Ottobre 1943: cronaca di un’infamia, a cura della Comunità Israelitica di Roma, Roma, Tip. Dapco, 1961, p. 26. Mentre in Liliana Picciotto, Il libro della memoria. Gli ebrei deportati dall’Italia (1943-1945), Milano, Mursia, 2002, p. 846, e nello Schedario Anagrafe del Novecento conservato nell’ASCER, viene segnalata come deceduta successivamente per stenti il 4 novembre 1943);
    4. Isacco Sermoneta, figlio di Abramo e Costanza Della Rocca, che non fu arrestato, ma si consegnò per seguire la moglie Pacifica Efrati, e le 3 figlie;
    5. il figlio di Cesare Di Veroli e Marcella Perugia nato al Collegio Militare.
    Quindi, coloro che sono stati coinvolti nell’arresto e sono rimasti al Collegio Militare fino al 18 ottobre sono stati 1020.

    Il 18 ottobre 1943 le 1018 persone detenute nel Collegio Militare sono state portate alla Stazione Tiburtina, a queste bisogna aggiungere:
    1. Massimo Darmon di Aurelio ed Enrichetta Valensi (che era stato arrestato il 30/09/1943);
    2. Costanza Sermoneta, di Isacco e Laura Della Rocca, che, alla stazione, è saluta sul convoglio diretto ad Auschwitz per seguire il marito Eugenio Calò

    Quindi si può affermare che gli ebrei (e non) coinvolti nell’arresto e la deportazione del 16 ottobre 1943 a Roma sono stati 1022 (Le vittime della razzia del 16 ottobre 1943, così come concordato da Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC), Fondazione Museo della Shoah di Roma ed Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma (ASCER), risultano essere 1022), mentre, effettivamente, sul treno per Auschwitz erano in 1020.

    Sono ritornati in 16:
    1) Michele Amati, figlio di Adolfo e Celeste Piperno, nato a Roma il 20/10/1926, liberato a Buchenwald il 04/04/1945
    2) Lazzaro Anticoli, figlio di Marco e Giuditta Di Veroli, nato a Roma il 03/01/1910, liberato a Stolberg l’08/05/1945
    3) Enzo Camerino, figlio di Italo e Giulia Di Cori, nato a Roma il 02/12/1928, liberato a Buchenwald in data ignota, tornato a Roma il 09/06/1945
    4) Luciano Camerino, figlio di Italo e Giulia Di Cori, nato a Roma il 23/07/1926, liberato a Buchenwald in data ignota, tornato a Roma il 09/06/1945
    5) Cesare Di Segni, figlio di Samuele ed Enrica Di Veroli, nato a Roma il 05/10/1899, liberato ad Auschwitz il 27/01/1945
    6) Lello Di Segni, figlio di Cesare Umberto ed Enrica Zarfati, nato a Roma il 04/11/1926, liberato a Dachau il 29/04/1945
    7) Angelo Efrati, figlio di Abramo Umberto ed Maria Di Segni, nato a Roma il 29/04/1924, liberato a Ravensbrueck il 02/05/1945
    8) Cesare Efrati, figlio di Abramo Umberto ed Maria Di Segni, nato a Roma il 02/05/1927, liberato a Flossenburg il 22/05/1945
    9) Sabatino Finzi, figlio di Giuseppe e Zaira Zarfati, nato a Roma l’08/01/1927, liberato a Buchenwald l’11/04/1945
    10) Ferdinando (Fernando) Nemes, figlio di Enrico e Giovanna Freidrich, nato a Fiume l’08/06/1921, liberato a Buchenwald l’11/04/1945
    11) Mario Piperno, figlio di Mosè e Colomba Citone, nato a Roma il 06/06/1916, liberato a Dachau il 29/04/1945
    12) Leone Sabatello, figlio di Abramo e Celeste Tagliacozzo, nato a Roma il 18/03/1927, liberato a Ravensbrueck il 30/04/1945
    13) Angelo Sermoneta, figlio di Eugenio e Giuditta Piperno, nato a Roma il 10/06/1913, liberato a Dachau il 29/04/1945
    14) Isacco Sermoneta, figlio di Abramo e Costanza Della Rocca, nato a Roma l’08/03/1912, liberato a Monaco l’01/05/1945
    15) Settimia Spizzichino, figlia di Mosè e Grazia Di Segni, nata a Roma il 15/04/1921, liberata a Bergen Belsen il 15/04/1945
    16) Arminio Wachsberger, figlio di Davide e Miriam Matilde Gellis, nato a Fiume il 04/11/1913, liberato a Dachau il 29/04/1945

    Si sottolinea che furono liberate, ma morirono subito dopo, anche
    1. Fiorella Anticoli figlia di Marco ed Ester Frascati e
    2. Enrica Spizzichino figlia di Prospero e Belladonna Frascati.
    Quindi le persone liberate furono 18 (15 uomini e 3 donne), ma coloro che effettivamente sono ritornati che hanno potuto riprendere la propria vita sono state 16 (15 uomini ed 1 donna).

    CONTEGGIO RAZZIA 16 OTTOBRE 1943:

    Arrestati ebrei 1015
    Arrestato non ebreo 1
    Morti durante l’arresto 2
    Nato al collegio Militare 1
    Aggiuntosi dopo gli arresti 1
    Arrestato prima del 16 ottobre ed aggiunto al treno 1
    Aggiuntosi al treno 1

    TOTALE coinvolti in arresto e deportazione 1022
    Totale coinvolti nell’arresto 1018
    Totale detenuti nel Collegio Militare 1018
    Totale deportati sul treno 1020

    Si sottolinea, per completezza di informazione, che la razzia del 16 ottobre 1943 avvenne in tutta Roma, non solo nell’area dell’ex ghetto e si ribadisce che durante il periodo nazista a Roma non vi fu nessun ghetto; l’unico è stato quello istituito da Papa Paolo IV Carafa che durò dal 1555 al 1870.

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