Buon compleanno Marilyn

Il 1° giugno è il compleanno di Marilyn Monroe, se fosse ancora viva avrebbe compiuto 91 anni, la stessa età della regina Elisabetta. Ma perché è diventata un mito questa ragazza nata povera e sfortunata?

I miti solitamente muoiono giovani, sono tendenzialmente belli, sono famosi e conducono vite certo non abitudinarie (e lei certamente fa parte di questa schiera) ma questo non basta certo a far sì che chiunque appartenga a questa categoria diventi un mito. E che mito! Il mito dei miti: Marilyn Monroe.

Norma Jeane Baker nasce il 1° giugno 1926 a Los Angeles.

“Il mio primo ricordo dell’infanzia è di essere stata quasi soffocata da mia nonna Della. Ricordo di essermi svegliata dal mio sonnellino e di aver lottato per la vita. Mi premeva qualcosa sul viso, forse un cuscino, ho dovuto lottare con tutte le mie forze per liberarmi.”

La nonna, Della Monroe, aveva precedenti di malattia mentale e il suo primo marito, il nonno di Marilyn, era morto in un ospedale psichiatrico. Praticamente alcolizzata morirà non molto tempo dopo l’episodio.

Gladys, la mamma di Marilyn, lavora in un laboratorio di sviluppo e stampa ad Hollywood. Torna da sua madre inaspettatamente, nel Natale del 1925,  comunicandole che è incinta e che il padre naturale non ne vuole sapere. “Quell’uomo, cioè mio padre deve aver ferito mia madre moltissimo, credo che non si sia mai ripresa. Quando un uomo abbandona la donna che avrà un figlio suo, la ferisce moltissimo. Una donna deve amare un uomo con tutto il cuore per mettere al mondo un figlio in quella situazione. Non mi hai mai voluto dire il suo nome ma mi ha fatto vedere una sua fotografia. Io so chi è quell’uomo”

Ancora sconosciuta fa le foto per un calendario che vengono notate da parecchi. Il suo non è solo un bel corpo di una ragazza spregiudicata che vuol farsi notare. C’è in lei una carica erotica prorompente, il suo sorriso da bambina ammalia e fa tenerezza nello stesso tempo. Nel frattempo diventa bionda, è determinata a cambiare vita, vuole qualcosa dalla vita, vuole qualcosa a tutti i costi perché finora la vita non le ha mai dato niente. Diventa Marilyn.

Quel suo corpo stretto in abitini spesso svolazzanti fa girare la testa a molti uomini, anche uomini importanti. I registi che all’inizio la prendono solo come icona della bionda sexy, quando vedono le proiezioni non credono ai loro occhi. Quella sullo schermo non è la stupida ragazzotta di provincia, bella si, bomba sexy ma non di più. Marilyn, come si dice in gergo “buca lo schermo”. Eccome se lo buca lo schermo quella ragazza che è ancora una sconosciuta. “Ma chi è quella? La voglio”. Diranno da ora in poi produttori e registi e fotografi e giornalisti e presidenti e soprattutto uomini. Non è solo l’aspetto fisico e quella fantastica vocina un po’ roca che fa impazzire gli uomini di tutto il mondo. Marilyn piace molto anche alle donne. Lei che è venuta dal nulla e ce l’ha fatta. Lei che dal niente si è dovuta inventare la sua vita. Ci sono tante belle ragazze in giro ma la sua determinazione è straordinaria. E’ attenta la giovane Marilyn quando agli inizi entra nel mondo di Hollywood. Osserva tutto, non si lascia sfuggire nessun particolare e poi studia. Si rende conto di essere un’ignorante e vuole sempre migliorare. Legge, s’informa, studia, continua ad osservare finchè si rende conto che ha imparato abbastanza da potersi buttare e può farcela. Si fida del suo intuito più di ogni altra cosa. E’ diretta, sincera e anche dispotica e insopportabile con chi non sopporta. E’ una donna schietta che non ha paura di affrontare Billy Wilder per il suo personaggio in “A qualcuno piace caldo”. Lei non vuole fare la solita bambolina sexy. Vuole dare animo al personaggio, fino a riuscirci. “Vedrai che come lo intendo io il personaggio di Sugar se lo ricorderanno per sempre” aveva detto alla fine a Wilder mentre lui diceva di lei: “Fare un film con Marilyn è come andare dal dentista. Durante è sempre un inferno ma dopo è meraviglioso”.

Una donna che tiene testa alle Major hollywoodiane, che riesce a creare una sua casa di produzione per poter finalmente fare i film come dice lei, per non dover fare solo l’oca sexy. Lei che è una solitaria ma ha paura della solitudine, di notte soprattutto. E per questo telefona a tutti, di notte.

“Il telefono? Uno dei miei migliori amici. E’ più forte di me, quando non riesco a dormire, devo telefonare a qualcuno per fare due chiacchiere, mi placa le ansie”. Una donna che avrebbe avuto bisogno di più leggerezza.

“Uno dei posti dove dormo meglio è in aereo, sospesa tra le nuvole,…è quella sospensione che mi dà un senso di calma assoluta”

La calma, la tranquillità sicuramente sono mancate a questa donna che, anche se ha commesso delle sciocchezze, si è sempre tirata su per ripartire da capo in  una costante ricerca di affetto, amore ma anche soddisfazioni personali che il lavoro le dava.

Tanti auguri grande Marilyn, un mito che continueremo a chiederci se ti hanno fatto fuori o hai fatto tu una stupidaggine? Secondo la mia personale opinione ti hanno fatta fuori perché eri diventata un personaggio troppo scomodo. Una donna che fa innamorare presidenti e mafiosi, ministri e cantati, intellettuali e sportivi è una donna scomoda. Tanti auguri dolce Marilyn, una donna che non si è fatta piegare dalla vita ma che ha lottato sempre come una forsennata per imporsi, per migliorarsi quindi per vivere.

Ho scritto un testo teatrale sugli ultimi giorni di Marilyn, quei giorni e quella morte ancora avvolta da un mistero che tale rimarrà.

Marilyn gli ultimi 3 giorni, anche in versione inglese Marilyn the last 3 days, versione ebook, edito da Panesi Edizioni.

 

 

 

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