Capodanno a Ponza

dsc00171Una volta, qualche anno fa, mi è capitato di trascorrere qualche giorno a cavallo di Capodanno a Ponza. Il mare d’inverno ha una magia particolare e le isole, si sa, sono ancora più affascinanti. Per due giorni c’è stato mare grosso, forza sette e oltre, e i collegamenti con la nave quotidiani sono stati sospesi per due giorni. La sensazione era bellissima, di isolamento totale dove vivi l’isola in maniera diversa da quella primaverile estiva dove principalmente si affitta una barchetta e si sta al mare.

dsc00170D’inverno si cammina, si fanno quelle camminate che nei periodi caldi sotto al sole sarebbero impensabili. Si è da soli, tutti ti salutano, noi eravamo gli unici non del luogo e tutti ci dicevano: ma allora siete dei ponzesi veri. E noi eravamo soddisfattissimi da quelle parole. Poi la sera di Capodanno a vedere i fuochi d’artificio bellissimi, sì perché lì hanno una tradizione in particolare per il 20 giugno, la festa di San Silverio, il patrono, dove tutti gli abitanti e anche quelli che vivono fuori, e nella sola New York ce ne sono circa quanti i residenti regolari dell’isola, fermano tutte le loro attività a seguono la processione del santo, un tempo papa e poi scacciato a Palmarola dove morì di stenti. E dopo i fuochi, così come eravamo in jeans e scarpe da ginnastica, scendere in paese e mischiarsi alla festa danzante nell’aula magna della scuola.

15109436_900109836756792_795720127292143499_nSpero di passare un altro Capodanno a Ponza, isola che io amo non solo nei mesi primaverili estivi ma anche d’inverno quando non c’è nessuno, quando si cammina e si guarda la meraviglia di Chiaia di luna dall’alto, quando l’unico posto aperto è il bar Tripoli.