Carlo Freccero: una mia intervista di qualche tempo fa

downloadIncontriamo Carlo Freccero, direttore di Rai4, un’ora dopo che Gubitosi è stato ufficialmente nominato il nuovo direttore generale ma delle nomine Rai assolutamente non vuole parlare.

E’ giusto in questo momento particolare dare poteri extra al direttore della Rai?

La situazione è particolare, precaria per cui occorre che tutti capiscano che oggi è urgente prenderete decisioni di lunga durata e soprattutto capire qual è oggi la funzione del servizio pubblico.

Qual è il ruolo della RAI oggi?

Essere centrale in questo sistema e non essere sempre ancella. Il servizio pubblico deve difendere l’informazione come bene comune, perché l’informazione è il valore principale del servizio pubblico. Poi deve sviluppare una linea di fiction che non sia solo quella di Rai 1 che lavora sulla memoria storica dell’Italia, ma essere più contemporanei. Infine creare nuovi programmi satirici e comici che rispettino un pubblico più giovane che è competente, irriverente, conosce i media e sa ridere di tutto.

Una buona televisione corrisponde a questi canoni?

Una buona televisione è tutto un insieme, è una tv che unisce la tradizione con il nuovo, che riesce a tener presente le nuove tendenze, le nuove curiosità del pubblico. Non ci si deve dimenticare di quella che è la parte più conservatrice della Rai ma si devono fare anche programmi che siano il suo opposto.

Quando lei e Santoro vi siete autocandidati lo avete fatto perché pensate di saper fare televisione meglio degli altri o era una provocazione?

Nessuna delle due cose anche se in nostri curricula sono molto buoni. Il problema è il metodo. E’inutile lamentarsi sempre a posteriori occorre essere propositivi. Noi abbiamo proposto una cosa che è tipica di tutti i paesi europei cioè che il vertice non venga scelto solo in base a vicinanza e parentela ideologica partitica ma secondo una certa competenza.

Lei è un animale televisivo però la puniscono spesso: qualcuno ha paura di lei o è un personaggio scomodo?

Dal 2002 sono stato punito e umiliato e provo veramente risentimento e rabbia verso questa Rai che, anche a livello di soldi, ha premiato persone che non sono all’altezza, persone indegne. Per 5 anni non mi hanno fatto lavorare. Devo dire che anche la sinistra non mi ha mai protetto. Non posso neanche raccontare tutte le angherie, l’ultima è stata fatta da un direttore generale che non so per quale motivo, mi ha sospeso per 15 giorni mentre altre persone che hanno passato informazioni a Mediaset e hanno fatto cose vergognose non sono mai state punite.

Oggi il nuovo mass media è internet. Qual è il contesto culturale in cui si muovono i nuovi media?

Internet è fondamentale anche per la televisione, sta cambiando l’informazione e ormai è inutile censurare ma d’altra parte anche la tv sta influenzando internet. E’ un rapporto di ibridazione vicendevole, non è vero che i due mondi sono separati anzi si stanno mescolando e creano nuove forme di comunicazione. Internet è un tipo di informazione che è repertorio, sovrabbondanza di dati ma non spirito critico. Non è detto che internet sia sempre il paradiso terrestre occorre recuperare alcuni valori dei media più tradizionali come appunto la stampa con la capacità di analisi critica. L’inchiesta non è tipica di internet. Chiaramente internet è velocità, semplicità, immediatezza, repertorio, informazione.

Si parla di nuove nomine al TG1. Forse ci sarà una donna come direttore per la prima volta nella storia. Cosa ne pensa?

Penso che il governo Monti difenda il lavoro delle donne.

I suoi programmi preferiti nella storia della TV italiana?

Ogni momento storico ha la sua tv e se uno è bene attento a guardarla potrebbe fare un trattato di sociologia con i programmi che hanno segnato un’epoca dal ’54 ad oggi. Io credo che la televisione sia un sistema per descrivere e far comprendere cos’è la società. Se si è attenti a leggere i testi televisivi si può capire come si è evoluta, è cambiata e si è trasformata la società italiana. I programmi vincenti sono indice di un cambiamento. Grande fratello può non piacere ma è stato molto importante nella storia della tv.

Nel futuro c’è qualcosa che vorrebbe fare che non ha ancora fatto?

Vorrei fare la nuova smart tv. La televisione è un media che cambia continuamente a secondo delle invenzioni tecnologiche. La smart tv, dove tv e internet sono legate insieme, porterà un altro cambiamento di logiche e testi televisivi. La storia della tv non è mai ferma, va sempre avanti.

Secondo lei è giusto pagare il canone?

Si, se la tv è un servizio pubblico che riesce a fare un informazione indipendente, non censurata, fuori dagli interessi privati; se riesce a fare dei programmi che siano rivolti a tutti i tipi di pubblico e non solo ad un certo target. Se la tv riesce a trovare la sua identità è giusto e io difendo il servizio pubblico perché non c’è solo l’anomalia Berlusconi ma c’è anche l’anomalia Murdoch. Ogni editore ha i suoi interessi ed è per questo che dico che la forza del servizio pubblico è di essere liberata da ogni interesse. E’ chiaro che oggi di fronte a certe situazioni capisco che qualcuno abbia messo in discussione il canone. Se torniamo a difendere il valore del servizio pubblico il canone mi sembra che sia molto giusto pagarlo.