Carosello

img_3329Tutti a nanna dopo Carosello. Era un rito collettivo, tutti noi bambini italiani di allora avevamo qualcosa di simile ovunque abitassimo, chiunque fosse la nostra famiglia, la nostra scuola o i nostri amici: andavamo a dormire dopo Carosello. Partiva la sigletta ed eravamo tutti lì, seduti per terra con le gambe incrociate, di fronte a televisori enormi che dominavano i salotti delle case. Con la sua sigletta, che ho ancora in testa, riassumeva una vita collettiva che doveva essere spensierata, allegra e piena di novità.

img_3330Erano i favolosi anni ’60, quelli dove si poteva sognare un mondo migliore, un mondo che guardava allo spazio, alla luna, alla libertà, al benessere. La prima puntata andò in onda il 3 febbraio 1957 e il programma, perché di programma bisogna parlare, durò vent’anni fino a quando cominciò la tv commerciale e gli spot pubblicitari cambiarono forma e soprattutto durata. Che belli che erano quei segmenti pubblicitari con il sogno della pancia non c’è più, con Ernesto Calindri che beve il Cynar in mezzo alla stada, a proposito esiste qualcuno che lo beve ancora il Cynar? Con Carmencita, con le sorelline che saltano sul letto e io le volevo imitare, con il mitico Calimero, con la matita della Logostina. Ora i bambini vanno a letto alle ore più disparate, non hanno più quella specie di babysitter che sulle note di ta ta ta, taratatà, ci mandava a dormire contenti.