Il labirinto del silenzio

image003In Germania, negli anni ’50, moltissime persone non avevano mai sentito parlare di Auschwitz e molti nazisti coinvolti in vicende efferate erano stati dimenticati e lavoravano tranquillamente anche come insegnanti di scuola. E’ questo l’incipit del film, candidato agli Oscar per la Germania, Il labirinto del silenzio, opera prima di Giulio Ricciarelli, italiano di nascita ma tedesco di adozione, che racconta una storia poco conosciuta. Nel dopoguerra, quando la ricostruzione e la voglia di vivere facevano dimenticare il passato oscuro e ancora troppo vicino, un giornalista e un giovane pubblico ministero decidono di affrontare un capitolo triste della storia tedesca, un capitolo che tutti volevano dimenticare e seppellirre perchè il rischio era altissimo: era scoprire che anche tuo padre poteva essere stato un nazista impolicato nell’uccisione di innocenti all’interno dei lager. Sarà il coraggioso Fritz Bauer, il Pubblico Ministero Generale, che manderà avanti un’inchiesta che porterà, durante il famoso processo di Auschwitz del 1963, alla condanna di quasi venti nazisti che ormai avevano cambiato vita e non volevano certo essere ricordati per un tragico passato. Il film sarà nelle sale italiane dal 14 gennaio ed è legato al progetto scuola in occasione della Giornata della Memoria.

imagesQuesto è uno di quei film che hanno il grande merito di far conoscere al pubblico delle storie vere, drammatiche e tristi che non dovrebbero mai essere cancellate o nascoste come la polvere sotto il tappeto perché hanno la grande forza di riportare alla memoria collettiva un passato recente e terribile ma nascosto sotto pieghe labili. Il passato è la nostra storia e quindi non può essere dimenticato e tantomeno rimosso. Il passato, anche il più tremendo, serve a costruire un presente e futuro più giusto.