Il più bel concerto della mia vita: il Boss al Circo Massimo


IMG_1447Ieri sera ho visto il più bel concerto della mia vita. La location, il Circo Massimo, stupenda, lui, il Boss, mitico come sempre ma soprattutto la persona con la quale sono andata e il pit hanno fatto la differenza. Ho scoperto Bruce a Los Angeles nel 1981 quando ero una giovane ragazza arrivata alla scoperta del mondo con biglietto di sola andata. Allora c’era The river, e io mi sono innamorata di questo Springsteen che in Italia non avevo mai neanche sentito nominare e che in America ancora alcuni lo scambiavano con Rick Springfield. Poi nel novembre dell’84 l’ho finalmente visto in concerto: sono rimasta folgorata.

IMG_1429Sono andata due sere di seguito ed ero incinta di mio figlio Andreas. Ebbene ieri ci sono andata con lui. L’emozione è cominciata a febbraio scorso, una mattinata, quando alle 11 ero pronta al computer per acquistare i biglietti. Operazione andata a buon fine, bene perché invece a Milano c’erano state problematiche legate ai biglietti. Poi la telefonata di Andreas che mi dice che verrà in vacanza in Italia a luglio e quindi… mi chiede di venire con me al concerto! Proviamo l’operazione PIT. Il pit è quell’area sotto il palco dove entra un numero limitato di persone. Spesso sono Vip o giornalisti che hanno questo accesso privilegiato. Bruce non fa favori e lascia l’accesso a un gruppo di pazzi che per giorni prende il numero e ripassa più volte a fare la conta. Così giovedì mattina andiamo al Circo Massimo e prendiamo i nostri numeri: 163 e 164. Conosciamo subito i numeri 1, 2 e 3 e torniamo la sera per l’appello. E così venerdì, appello mattina e sera e sabato appuntamento alle 9 davanti all’entrata numero 1. Altro appello, poi in fila e finalmente verso l’1 si comincia ad entrare.

Quando siamo dentro riusciamo a posizionarci sotto al palco, davanti a noi solo poche persone tra le quali 3 che sono poi salite a ballare Dancing in the dark. Fino alle 4 del pomeriggio si riesce a stare relativamente comodi, buttati per terra a parlare del Boss. Per fortuna ieri era la giornata più fresca del luglio romano che io mi ricordi da sempre. Poi la calca aumenta e da quel momento non ci si può più spostare, non si può più stare seduti e l’acqua si beve a sorsini perché è impensabile pensare di raggiungere i bagni, bisognerebbe passare su un fitto tappeto umano. A un certo punto del pomeriggio penso di non farcela, ho un’età per certe cose. Poi inizia a calare il sole, due band suonano brevemente e alle 8 siamo tutti in piedi a urlare il nome di Bruce. C’è anche una leggera brezza e la luna calante sembra essere messa lì dalla scenografia. C’è però una scenografia non ufficiale organizzata dai fan più accaniti, quelli che hanno seguito l’organizzazione del pit: hanno distribuito a tutti noi che siamo lì davanti dei cuoricini rossi che sventoliamo in aria.

IMG_1445Alle 8 e un quarto la E street band si materializza sul palco e attacca con New York city serenade poi rock puro e trascinante con Badlands che urla a squarciagola insieme ai sessantamila che riempiono il Circo Massimo. Dal pubblico spunta un cartello con Summertime blues e loro attaccano il pezzo e continuano con The ties that bind, il titolo de tour. Ormai la serata è partita. Non c’è una persona tra il pubblico che non urli, che non abbia il sorriso che va da un orecchio all’altro. Duetta con Steve, infiamma con Because the night, si scatena con Born in the USA e Born to run, commuove con Ghost of Tom Joad, e balla con Dancing. Il pubblico è in delirio e canta e balla, urla e si commuove per quasi 4 ore che volano via in un soffio.

IMG_1476Bruce mi passa davanti, a un metro, due volte, e riesco anche a prendergli la mano. Lui, che sembra cantare per ognuno di noi che siamo lì per partecipare a un rito magico, ha qualcosa che è speciale, è inarrestabile, è energia pura, è il più grande performer dal vivo, è pazzesco. E ti fa sentire speciale, ti fa dimenticare la fatica della lunga giornata buttato sotto il sole, ti riempie di felicità. Alla fine del concerto saluti e abbracci quelli che hai conosciuto in questi giorni al pit, con i quali hai trascorso la lunga giornata. Non ci si riesce ad addormentare, l’adrenalina è troppa ma io so di aver partecipato a quello che per me è stato il più bel concerto di sempre anche perché ci sono stata con mio figlio con il quale ho diviso questa folle e meravigliosa avventura.

IMG_1478Sul palco Bruce ha detto che ci rivedremo nella città più bella del mondo: sono pronta a un altro pit e spero di tornarci con Andreas!

3 thoughts on “Il più bel concerto della mia vita: il Boss al Circo Massimo

  1. Ennesima, meravigliosa, impagabile testimonianza che Bruce non è “solo” Musica……lui ha quello che nessun altro artista, seppur bravissimo, possiede. Unico, magico, insostituibile, irripetibile!!

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