La bicicletta

Nell’ottobre del 1973, quando avevamo appena iniziato il liceo,

era cominciata l’austerity, definita anche “le domeniche in bicicletta”.

Noi a quell’epoca sognavamo il motorino, ma in seguito alla crisi

del petrolio e alle guerre israelo-palestinesi avevamo ritirato fuori dal

garage le nostre vecchie biciclette. Avevamo due Grazielle praticamente

identiche, unica differenza il colore: la mia era bianca e quella

di Benedetta gialla.

All’epoca la domenica mattina io andavo ancora a messa per accompagnare

mia madre. Andavamo alla parrocchia di San Bellarmino

a piazza Ungheria. Io ero furiosa, perché per le mie idee politiche mi

sembrava assolutamente un controsenso partecipare a una messa. Lo facevo

per mia madre, che non me lo chiedeva direttamente ma era felice

se io l’accompagnavo.

All’uscita dalla messa trovavo Benny che mi aspettava in sella alla

sua Graziella. Salutavo frettolosamente mia madre e salivo in piedi sul

portapacchi della bici appoggiando le mani sulle spalle di Benedetta per

mantenermi in equilibrio. Ci lanciavamo giù per viale Parioli. Ricordo

la piacevole sensazione del vento sulle guance. Chiudevo gli occhi e

immaginavo distese di sabbia e oceani sconfinati che si tramutavano in

prati verdissimi.

“Chiudi gli occhi anche tu, Benedetta, voglio vedere se hai il coraggio!”.

“Certo, che ho il coraggio!” rispondeva spavalda, perché amava le sfide.

“Ma sei completamente matta?”.

“Rosa, me lo hai chiesto tu!”.

“Sì, ma io scherzavo!”.

Tratto dal mio libro Una vita bizzarra

All’epoca mi sentivo limitata a dover girare in bicicletta proprio quando ero in età da motorino. Oggi mi dà un grande senso di libertà e mi fa sentire “più giovane”. Evviva la bicicletta! La bicilcletta è ecologica, fa bene alla saluta, non inquina e fa godere la città

 

 

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