La solitudine

Ci sentiamo soli? Certamente noi esseri umani, ma anche la maggior parte delle specie animali, temiamo la solitudine e viviamo in gruppo non solo per praticità ma perché noi esseri empatici abbiamo bisogno gli uni degli altri. Io, forse, in maniera particolare o per lo meno in alcune ore della giornata. Sono sempre stata molto autonoma, indipendente, fin da quando ero piccola, fa parte del mio carattere. Però ci sono alcune ore della giornata, che in fondo si tratta solo di un’ora o al massimo due, in cui stare da sola mi è davvero difficile. L’ora del tramonto o meglio subito dopo, quando sta per farsi buio, quando la giornata finisce, è il momento in cui provo maggior solitudine. Lì, di colpo, cambia il mio modo di essere e ho bisogno di stare con qualcuno a fare due chiacchiere, ciacole come le chiamava mia nonna veneziana.

Quello è sempre stato un momento speciale nella giornata quando finisce il giorno e sta per cominciare la notte, quando c’è una specie di sospensione. E in quella sospensione ho bisogno di essere rassicurata.

E ci sta anche la telefonata, la bella piacevole telefonata, quella che rievoca ricordi adolescenziali quando dopo cena si stava il più possibile attaccati a una cornetta, quasi sempre grigia, finché una voce familiare, quella della mamma, non urlava di andare a dormire. Oggi si può sostituire quel vuoto temporaneo quotidiano, quella solitudine, con facebook per esempio esempio. Si può restare anche anonimi, non ci espone con una telefonata ad un ragazzetto che ci piaceva quando eravamo giovani e inesperti e timidissimi. Oggi si può spiare nei profili di vite di altri, anche sconosciuti che noi stessi abbiamo contattato chissà per quale motivo. Oggi c’è la privacy e ognuno di noi la tira fuori, la nomina anche molto spesso. Ma siamo impazziti? Le abbiamo messe lì noi tutte quelle foto, anche le più brutte e imbarazzanti, abbiamo messo in rete tutte le nostre informazioni. Però il web ci fa compagnia. In una serata in solitudine, o dove semplicemente ci sente soli sempre in quella famosa oretta, grazie al web ci intratteniamo, entriamo in contatto con altri e allora ci sentiamo meno soli.

Oggi parliamo di privacy quando siamo noi stessi i primi a violare la nostra privacy postando, attenzione ai nuovi verbi o parole, tutta la nostra vita privata su media dove non la puoi più neanche cancellare perché una volta che qualcosa è su internet là rimane e non c’è nulla da fare.

Però che meraviglia le chiacchiere all’orario dell’aperitivo. I miei vicini cucinano, a differenza mia, e arriva un odorino meraviglioso. Quasi quasi mi faccio invitare. Che dite? Non vedevano l’ora?