L’ultima ruota del carro apre il festival del cinema di Roma

Tra ritardi, budget ridotto e un po’ di disorganizzazione prende il via l’ottava edizione del Festival del Film di Roma (8-17 novembre). L’ultima ruota del carro di Giovanni Veronesi e’ il film di apertura. Una commedia tratta dalla vera storia di Ernesto Fioretti, un autista di produzione conosciuto dal regista durante un film. Un uomo semplice e onesto che si arrabatta con mille lavori ma ha un punto fermo nella sua vita: la lunga e inossidabile storia d’amore con la ragazza vicina di casa che diventerà sua moglie. Veronesi, che racconta di aver sempre amato la commedia italiana in particolare quella di Scola e Monicelli, vorrebbe seguire quel filone per raccontare l’Italia con le sue debolezze, le cialtronerie e anche i sogni. Il film infatti racconta l’italiano medio con la corruzione, i lavori inventati, la famiglia. Un film, aggiunge il regista, dove ha semplicemente cucito insieme una storia che gli è stata raccontata dal vero protagonista. Nei panni del protagonista Elio Germano,in un ruolo per lui insolito, che dice: “mi intrigava riscoprire la commedia, raccontare la storia di un uomo del popolo, semplice, che ha vissuto magari una vita rocambolesca piena di episodi incredibili. Questo film mi ha dato la possibilità di cambiare registro e mi piaceva l’idea di interpretare una persona vera”.

L’ultima ruota del carro e’ anche un film anche politico dove la politica è vista attraverso gli occhi di Ernesto, un uomo semplice e anche naïf che si trova spesso a vivere storie più grandi di lui con le vicende italiane degli anni ’70 e ’80, con i cambiamenti politici, la fine della prima repubblica, le tangenti che lo sfioreranno ma non lo coinvolgeranno mai proprio perché Ernesto e’ un uomo onesto e tale vuole rimanere. Alessandra Mastronardi, nella parte della moglie del protagonista, dice che è stato bello raccontare una famiglia vera, semplice, con i piedi per terra e che si ama. Una grande storia d’amore tra due persone che non devono imitare la vita di qualcun altro, non scappano da se stessi, si fanno forza l’uno con l’altro. Persone che sono poco raccontate al cinema perché troppo semplici, quasi banali. C’è anche il racconto di un’amicizia, quella tra Ernesto e Giacinto, interpretato da Ricky Memphis, un personaggio improbabile non vuole fare l ‘ultima ruota del carro, vorrebbe essere un protagonista ma poi non ci riesce mai, fa piccoli imbrogli non per cattiveria ma per cercare di raggiungere qualcosa. “Il lato positivo del mio personaggio e’ quello di essere un ottimista, di credere di riuscire a farcela. E l’altra faccia della medaglia rispetto al protagonista” sostiene Memphis.
La colonna sonora e’ curata da Elisa che racconta “scrivere una colonna sonora e’ stato il mio sogno nel cassetto, non so se lo rifarei anche se mi ha arricchito e torno sulla mia strada con tante cose in più”.
Il film, che e’ la seconda coproduzione tra la Fandango e la Warner, esce il 14 novembre con 350 copie.