Natale

14292453_10208548661166729_7741560273249171626_nQuando ero piccola a casa mia il Natale non erano particolarmente festeggiato. Mio fratello ed io andavamo in montagna con i nonni. Avevamo una casa a Cortina dove all’epoca io mi ricordo tantissima neve e un freddo polare. I primi anni in casa non c’era il riscaldamento ma solo una stufa a carbone che veniva riempita e attivata la mattina presto. Mi ricordo che ogni sera era una sofferenza infilarsi sotto le lenzuola ghiacciate e la mattina mia nonna mi buttava giù dal letto anticipando sempre l’ora.

img_3012Avevo gli scarponi con i lacci e ci voleva una vita e tanta fatica per stringerli. Mi caricavo in spalla i miei piccoli sci e con mia nonna avanti, percorrevamo i sentieri innevati in mezzo a due muri di neve alta e bianchissima che ogni tanto con i riflessi del sole diventava azzurra. Camminando in mezzo a viottoli che facevano da scorciatoia, arrivavamo ai campi di sci, a Pierosà, e cominciavano le lezioni di sci con maesti che si chiamavano Pompanin, Ghedina o Zardini, nomi tipici cortinesi. Non si prendeva lo skilift ma si saliva a scaletta e, uno a uno, facevamo la piccola discesa con i maestri che regolarmente urlavano: chiudile quelle punte!

img_3013Ho imparato a sciare prima di saper scrivere e ho trovato delle foto con tanta di data che lo testimoniano. Oggi quei ricordi lontani mi fanno sorridere ma mi riempiono anche di malinconia. Come tornerei indietro a una di quelle mattine quando mi dovevo alzare per forza e avevo freddo e non volevo andare a sciare. Cme ringrazio mia nonna per questo, per la sua tenacia, per non aver ascoltato i miei capricci, per avermi portato a sciare. Forse è questo il mio ricordo di Natale di bambina, o quello che io veramente associo al Natale.