Più libri più liberi

fiera del libro 2Detrazioni fiscali del 19% per chi compra libri, fino ad un massimo di 2000 euro all’anno. Lo prevede il disegno di legge «Destinazione Italia», approvato  dal Consiglio dei ministri. «Per favorire una maggiore diffusione della lettura dei libri cartacei è riconosciuta una detrazione fiscale del 19% sulle spese sostenute nel corso dell’anno solare per l’acquisto di libri , per un importo massimo di 2000 euro, di cui 1000 euro per i libri scolastici ed universitari e 1000 euro per tutte le altre pubblicazioni”.

Speriamo che sia vero. Nel frattempo si è da poco conclusa la dodicesima edizione della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria a Roma. Una fiera che, come sostengono i piccoli e medi editori, è molto importante, anche più di quella di Torino, proprio perché riesce a dare maggiore visibilità a questa categoria che soffre della prevaricazione e talvolta anche arroganza da parte di quelle pochissime grandi case editrici che detengono quasi tutto il mercato. “La piccola e media editoria, che io chiamerei gli editori indipendenti, soffrono oggi di distorsione del mercato, ci sono fenomeni di concentrazione di pochissimi grandi gruppi che sono editori, distributori e librai cioè possiedono una catena di librerie e una distribuzione ed è facile immaginare che in questo modo non si compete ad armi pari” racconta Andrea Palombi di Nutrimenti. “Le concentrazioni editoriali in Italia hanno tutta la filiera del libro, infatti si accaparrano tutte le posizioni migliori, le pubblicità che i piccoli non si possono permettere e poi in Italia si tende ad acquistare quello che è più pubblicizzato e il lettore forte fa fatica a riprodursi” sostiene Carla Fiorentino responsabile commerciale per Nottetempo.

In un paese dove si pubblica circa un libro all’ora e si legge molto poco il problema può diventare esponenziale infatti i grandi editori tendono a pubblicare i cosiddetti libri panettone e le stesse librerie sono diventate un supermercato. Oggi entrare nelle librerie Feltrinelli fa rabbrividire se si pensa all’idea con cui Gian Giacomo Feltrinelli aveva fondato la casa editrice e le prime librerie.

Ma quali sono i maggiori problemi dei piccoli e medi editori? “La crisi sta investendo anche l’editoria e i piccoli e medi soffrono di più quindi c’è maggior attenzione alla pubblicazione di titoli che incontrino il mercato tenendo sempre conto della qualità che la nostra casa editrice continua ad avere” dice Francesca Comandini della Fandango.

Altro problema è quello legato agli sconti infatti un piccolo editore avrà difficoltà ad applicare uno sconto mentre i grandi possono farlo e di questo ne soffrono anche le librerie indipendenti infatti si assottiglia il pluralismo editoriale che è un valore che andrebbe difeso con forza per rispettare la pluralità di voci che a livello editoriale è un bene prezioso. Infatti nel nostro paese siamo più indifesi dal punto di vista legislativo mentre altrove sono molto più attenti a questo aspetto. In Francia lo sconto massimo in libreria è il 5% e in Germania non ci fanno proprio sconti proprio per garantire condizioni simili tra i piccoli e i grandi. Se noi entriamo in qualsiasi libreria italiana troveremo banchi di libri scontati al 25% e guarda caso solo delle grandi casi editrici cioè le uniche che se lo possono permettere. In Italia c’è anche un problema con i media e se noi sei nelle grandi non ti pubblicizzano. “Non faccio il nome della casa editrice o dell’autore ma conosco un editore medio-piccolo che aveva pubblicato un libro importante e non è riuscito ad andare da Augias, Fazio o comunque da qualcuno del servizio pubblico. Lo stesso libro ha cambiato editore, uno di quelli importanti, e a quel punto è riuscito ad andare da tutti. Insomma Fazio e compagnia non hanno voluto recensire lo stesso libro finché era con un editore piccolo” racconta Fulvio Mazza de La bottega editoriale.

Ma come fanno i piccoli a sopravvivere in un mercato che lascia loro circa il 30% di fetta da dividersi? “Con l’aiuto degli stessi autori ai quali chiediamo di impegnarsi, di mettersi in prima persona, di girare, di promuoversi. Questo è l’unico modo che abbiamo per far fronte a questa spirale perversa che hanno creato i  grandi editori” dice Franco Arcidiaco di Città del Sole Edizioni.

In un mercato in difficoltà l’unico modo per reagire è far si che si allarghi il mercato ai giovani, bisogna creare ed educare le nuove generazioni al piacere della lettura e dar spazio all’editoria indipendente poiché fa   ricerca e sperimentazione mentre la grande editoria ormai viaggia solo con quello che pensa possa essere sicuro e commerciale.

 

 

 

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