Quando George farà outing

Clooney-e-la-sua-futura-moglieBello, ricco, simpatico, attento alle problematiche ambientali e civili, con quel sorriso accattivante che cattura l’attenzione. Lo scapolo tra i più ambiti del pianeta ha ceduto e si è sposato con la sua bella. Lui e’ George Clooney e lei Amal Alamuddin uno dei cento avvocati più influenti del pianeta, tra i suoi clienti Julian Assange di Wikileaks e Yulia Tymoshenko acerrima nemica di Putin. Lei è bella e alta come una modella, elegantissima nei suoi capi colorati, perfetti e abbinati a calzature da far invidia a qualsiasi donna. Lunga chioma di capelli corvini, occhialoni da diva dietro ai quali ci sono due occhioni neri da cerbiatta, e un sorriso dolce. Amal e’ elegante e seducente, tenera e determinata, bella, ricca, poliglotta  e, soprattutto, intelligente. Insomma perfetta. Anche il loro matrimonio, che è in corso con tre giorni di festeggiamenti come si faceva solo nei regni di altri tempi, e’ semplicemente perfetto. La location: Venezia quindi una scenografia naturale pazzesca per la più bella e unica città al mondo che rappresenta anche l’incontro di due culture, occidentale e orientale, così come lo sono gli sposi. Lui americano ateo dichiarato e lei nata il Libano da genitori libici ma cresciuta e soprattutto educata nelle migliori scuole inglesi prima e poi la mitica New York University per vari master. Gli invitati: la crema di Hollywood e non solo.

La sposa? Lo abbiamo già detto: è perfetta. Sui di lei mai un pettegolezzo, mai una caduta di stile. La neo sposina ha 36 anni eppure su internet non si trova neanche un accenno a un precedente fidanzato o amante ma solo le sue pubblicazioni, le sue scuole prestigiose, i suoi lavori da far invidia anche al più scaltro avvocato. Insomma tutto troppo perfetto per essere vero. E allora dove e’ il trucco?

Tra cinque anni, nel 2019, proprio in questo periodo ci sarà, negli Stati Uniti, la campagna elettorale per l’elezione del prossimo presidente. Ora c’è Hillary che si è insediata, prima donna nella storia alla Casa Bianca, 4 anni prima. George, che nel frattempo è diventato il Governatore della California e ha due bimbetti con Amal, sta correndo per la presidenza. A novembre riesce a vincere le elezioni e a gennaio del 2020 e’ pronto per Washington. Il giorno dell’insediamento fa freddo ma d’altra parte fa sempre freddo a metà gennaio a Washington. George e’ emozionato e già si paragona a Kennedy con i suoi pargoletti che scorrazzavano nello studio ovale. E poi anche Amal gli ricorda Jackie, con quella classe, quei completini tanto bon ton e precursori di mode oceaniche, e quegli occhioni da gatta.

Il giorno e’ arrivato, tutto e’ pronto, il discorso scritto in un foglietto piegato in tasca. L’emozione è visibile anche sul suo volto, quello di un attore consumato. Si raschia la gola, si guarda intorno, estrae dalla tasca il foglietto. Guarda sua moglie un passo dietro di lui e poi di nuovo la folla oceanica che è venuta per l’insediamento del nuovo presidente. George apre il foglietto ma poi lo accartoccia e lo getta a terra. Tira fuori uno dei suoi sorrisi migliori e comincia a braccio.

“Allora avete scelto un nero come presidente e avete dimostrato di essere un popolo all’avanguardia. Poi avete eletto una donna e avete dato una dimostrazione di popolo lungimirante. Ora cari americani vi devo dire che …. Io sono gay! Cari americani voi avete eletto il primo presidente gay della storia. God bless America“.