Terremoto percepito a Roma

IMG_2547Ieri sera intorno alle 7 ero dall’enotecaro, lo chiamo così, a comprare una bottiglia di vino per la cena. In quel momento si precipita dentro la ragazza del negozio vicino, un bel negozietto di arredamento artigianale. Entra quasi urlando dicendo che c’è il terremoto. Io e lui dell’enoteca ci guardiamo perplessi. Dopo un minuto ci sono moltissime persone per strada, dal palazzo vicino sono scesi tutti. Poi mi chiama il mio compagno che mi chiede dove sono. Torno a casa, la gente sembra impazzita. Cerco di chiamare mia madre ma le linee telefoniche sono impazzite anche loro. Ho una sensazione strana addosso, come di nausea. Non ho nessuna paura. Arrivo a casa. C mi aspetta sotto, per le scale incontriamo qualcuno. Nel frattempo sono riuscita a parlare con mio fratello che vive in Umbria: anche lui non ha sentito nulla, era al supermercato e non sapeva del terremoto anzi sono io che gli comunico la notizia. In effetti durante tutto il giorno c’è stato un caldo insopportabile, appiccicoso e innaturale. Dicono che quando ci sono i terremoti faccia sempre caldo. Verso le 9 di sera, mentre stiamo per mangiare, chiamo mio figlio al telefono e proprio mentre parlo con lui, la ventola in cucina sopra la mia testa si muove e anche abbastanza. C’è di nuovo il terremoto, questa volta è percepibile. Anche la luce sopra il tavolo in terrazzo ondeggia. Di nuovo la sensazione di nausea che poi passa. Mi telefona mia madre, questa volta l’ha sentito anche lei. I tg lo danno come prima notizia e anche Vespa apre con il terremoto che si è sentito a Roma. Allora è successo davvero! Va bè, andiamo a dormire, sarà tutto a posto. Però vicino al letto, in un sacchetto, metto l’anello di mia nonna e i negativi di alcune foto di mio figlio piccolo. Ecco quello che salverei penso addormentandomi.