Totti come una rock star

Quello che ha fatto ieri Totti all’Olimpico ha qualcosa dell’incredibile, dell’irripetibile.

Erano mesi che i tifosi, i suoi tifosi, si preparavano all’evento e, in silenzio, hanno comprato tutti i biglietti con largo anticipo. Dell’addio, un po’ forzato ma non voglio entrare in merito, del Capitano, se ne parlava da tempo e tra i romanisti era scattata la corsa al biglietto per l’ultima partita in casa. Io lo sapevo da mio figlio romanista che vive all’estero e che ieri, purtroppo, si è perso quella meraviglia di spettacolo che ci ha emozionati tutti fino alle lacrime.

Ultima partita di campionato dove è in gioco il secondo posto anche se la Roma è in vantaggio di un punto sul Napoli. Gioca contro il Genova che passa subito in vantaggio, poi la Roma pareggia, il Genova risegna, la Roma ripareggia ma nel frattempo il Napoli sta vincendo collocandosi così al secondo posto. Siamo allo scadere dei minuti regolamentari quando la Roma riesce a segnare il gol della vittoria e della riconquista del secondo posto. I giocatori sono sotto la sud a festeggiare, tutti tranne Lui, il Capitano. Francesco Totti si infila negli spogliatoi senza un cenno di saluto. Ci rimango male e penso che sia offeso con Spalletti. Ma eccolo riuscire, col suo sorriso sornione e l’espressione decisamente emozionata.

Lo stadio esplode per lui, per l’ottavo Re di Roma, come viene chiamato da anni, dallo scudetto vinto 16 anni fa proprio grazie a lui, quando venne festeggiato al Circo Massimo. Anche allora fu molto emozionante ma si era felici per una squadra che non riusciva mai a vincere il Campionato. Allora Roma esplose, ma solo Roma. Ieri Totti è stato osannato da tutta Italia e non ha pianto solo lo stadio ma anche quelli a casa catturati meraviglioso addio di Francesco Totti che è tornato in campo, a fine partita, come una rock star con il microfono in mano circondato da tanti, tantissimi che lo amano e lo adorano. Nel suo tenerissimo discorso ha detto di essere dovuto diventare grande, io dico che ieri da grande, grandissimo giocatore è diventato un mito. Lo è diventato perché ha dimostrato tutta la sua umiltà, ha chiesto aiuto supporter di amarlo come una rock star lo chiede ai fans che si sbracciano sotto un palco.

Lui è sceso nel campo, in quello stadio dove ha fatto sognare i suoi tifosi e ha abbracciato per prima la figlia, Chanel che gli è corsa incontro anche lei in lacrime, seguita dal fratello Cristian, sempre con gli occhi lucidi. Totti si muoveva su quello che era il suo palco, circondato dalla famiglia, Ilary e i tre bambini, con la piccola Isabel in braccio, tutti belli, tutti biondi, come un’immagine del Mulino Bianco ma quella è pubblicità mentre l’immagine del Capitano è autentica. Perché lui è cosi, verace, sincero, buono, romano e romanista che non hai fatto niente per perdere l’accento, per perdere quel suo modo di essere semplice, di uno che è rimasto con i piedi per terra, che non si è montato la testa e soprattutto di un giocatore che non ha mai voluto abbandonare la sua squadra nonostante le offerte pazzesche che gli sono arrivate da tutto il mondo. E dopo il trionfo è andato a cena fuori con la famiglia e non un Malagò o un politico, o un Verdone, che sarebbero andati di corsa, ma con gli amici di sempre quelli con i quali magari avrà anche tirato un calcio da piccolo nei campetti di Roma sud quando era solo Francesco. Totti ti ringraziamo perché in un mondo dove sembrano esserci solo brutte notizie tu hai dimostrato che ci possono essere valori veri e ci hai fatto sognare, emozionare, vivere e anche volare in una calda domenica sera di fine maggio.

Grazie Totti, unico e irripetibile.