Verdone racconta il suo ultimo film

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Presentato in conferenza stampa Sotto una buona stella, l’ultimo film di Carlo Verdone che lo ha scritto, diretto e interpretato, nelle sale da giovedì 13 febbraio. La storia narra di un padre separato da tempo al quale nuore l’ex moglie. Per una congiunzione negativa del destino anche le sue finanze hanno un tracollo e così non potendo più pagare l’affitto della casa dove vivevano i figli è costretto a farli venire ad abitare con lui e la nuova fidanzata ovviamente molto giovane e molto odiosa.

 Carlo com’è andato il lavoro di sceneggiatura?

È stato lungo da scrivere, c’è stato un lunghissimo lavoro di sceneggiatura. E’ un film di stampo teatrale che si svolge fondamentalmente in due ambienti. Abbiamo girato a Cinecittà e sono contento di aver portato del lavoro in quel posto magico. Siamo partiti da questa famiglia dissestata piena di solitudini con un padre distratto e così all’inizio c’è uno scontro generazionale. Tutti sono alla ricerca di affetto, di un abbraccio e alla fine queste solitudini trovano sotto la buona stella una persona valida accanto in un periodo disastrato. E’ un film che osserva la realtà e le fragilità del momento. Questa partenza seria però non toglie niente alla commedia perché di questo si tratta infatti nel realizzarlo abbiamo avuto misura ed equilibrio. Abbiamo iniziato le riprese il 14 ottobre e sembra un miracolo uscire ora. Sono felice ad aver avuto accanto Paola (Cortellesi ndr) che dà molta umanità al personaggio, è un’attrice in ascesa.

Quali sono i temi principali del film?

Il film tocca problemi attuali come la perdita di lavoro da parte del padre, i ragazzi che devono andare all’estero per farsi una vita insomma temi attuali e pesanti che vengono affrontati in forma di commedia con un ottimo risultato e con gran senso di misura. Io so raccontare la realtà, osservo, guardo in giro e poi metto giù in forma di commedia anche le cose più amare. In questo film, così come in questo momento storico, c’è bisogno di affetto, viviamo in un momento di confusione dove si cerca la solidarietà. C’è anche una grande solitudine in giro.

Da dove parti quando scrivi una sceneggiatura?

Quando penso a una storia io parto dai personaggi e poi vi costruisco il film intorno. Ho sempre fatto film corali e più vado avanti più devo lavorare con i giovani che mi danno carica, mi stupiscono e soprattutto mi danno energia. Io ci metto la mia esperienza. La commedia più congeniale è quella corale. Da me dovrete sempre aspettarvi film corali e in questo momento mi piace guardare a 360 gradi. Ho fatto tanti film che ruotavano intorno al mio personaggio e ora che ho un’età voglio condividere i ruoli con altri, è il tragitto inevitabile dei miei ultimi film.